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Preparati al reskilling

Di Elisa Innocenti
HR | Co-Founder @Focus Risorse | Consulente di Carriera | Psicologa del Lavoro e Psicoterapeuta
23 Gen, 2021

Nel 2019 uno studio del Boston Consulting Group su un campione di oltre 360 mila individui in 197 Paesi rilevava che la maggioranza delle persone (61%) fosse consapevole del progressivo cambiamento in atto nel mercato del lavoro (globalizzazione e tecnologia) e che fosse anche pronta a migliorare le proprie competenze o a riconvertirle per trovare opportunità di lavoro migliori. 

Nel 2020 il cambiamento del mercato è stato veloce oltre ogni previsione e in pochi erano preparati a cavalcare l’onda per non esserne travolti. Per non soccombere alle conseguenze della pandemia di COVID-19 sulle attività economiche, si è creata una repentina accelerazione del processo di ricorso alle nuove tecnologie. Ne è nata a una vera e propria trasformazione digitale che ha coinvolto pressoché ogni settore economico/sociale.  

Il gap tra competenze individuali e necessità organizzative si è notevolmente allargato. 

Nel 2021, davvero le persone si stanno formando per rimanere employable? 

Per quello che è possibile vedere nel quotidiano di chi opera nelle Risorse Umane, la risposta è sì. La paura di rimanere esclusi dal mercato del lavoro e la possibilità di fare formazione attraverso strumenti sempre più facilmente accessibili ed economici ha già spinto molti lavoratori ad affrontare il cambiamento. Con un computer o uno smartphone è possibile seguire videocorsi, partecipare a webinar, ascoltare podcast, leggere articoli e interagire con esperti sui social network professionali come LinkedIn.  

Attualmente, la flessibilità al cambiamento e l’adattabilità sono tra le competenze trasversali più ricercate nel recruiting. Sono ormai skills imprescindibili anche per avviare un’attività imprenditoriale o per fare carriera nella realtà in cui già si lavora. 

Per questo motivo oggi è particolarmente stimato chi decide di rivedere anche radicalmente la propria professionalità e puntare a un nuovo ruolo, facendo reskilling. 

Cos’è il reskilling?  

È uno dei concetti più in voga in questo periodo nell’ambito HR e si riferisce a una riqualificazione professionale che si attua attraverso lo sviluppo di abilità significativamente differenti da quelle possedute, per far sì che una persona sia in grado di ricoprire un ruolo differente.  

Può attuarlo il singolo individuo in autonomia o può essere realizzato dalle stesse aziende che investono in programmi di reskilling per il proprio personale.  

Una rivoluzione. 

Fino a pochissimo tempo fa le cose erano molto diverse, perché la cultura delle carriere lineari (poche aziende in cui crescere verticalmente) dava più valore e credibilità a chi tendeva a mantenere una certa coerenza di mansioni rispetto a chi aveva esperienze eterogenee. Ma al mutare della società, anche la cultura è mutata: oggi cambiare azienda, settore e anche ruolo diventa importante per rimanere professionalmente competitivi e per dare alle aziende risorse umane al passo con i tempi e in grado di fare la differenza. È un evento necessario, perché tante mansioni e professioni stanno scomparendo mentre ne stanno nascendo di nuove

Il momento è quindi prezioso per chi ha necessità o voglia di cambiare. Chi decide di fare reskilling è visto come una risorsa umana attiva, capace di gestire il cambiamento e di rispondere ai bisogni del nuovo mercato. Questo vale anche per gli over 50 che spesso sentono di essere in difficoltà di fronte alle nuove sfide lavorative: nuove hard e soft skill unite alle esperienze dell’età, professionali e di vita, hanno grande importanza per la competitività di un’azienda. 

Se il cambiamento professionale spaventa è anche perché non si sa come realizzarlo. Imparando le strategie e le leve per far fronte al nuovo mercato, tutto diventa più semplice e il futuro più roseo.  

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